Cronaca 21.02.2011

23 febbraio 2011

Incidenti sul lavoro, operaio della Fincantieri cade da ponteggio e muore
Secondo le prime informazioni l’uomo, dipendente di una ditta esterna al cantiere, è precipitato da un ponteggio, morendo poco dopo essere stato soccorso. Le Rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento hanno proclamato lo sciopero immediato
 
MONFALCONE Un volo di venti metri sulla “Magic”, lungo un cunicolo buio percorso da un groviglio di tubi. Lo schianto su una condotta d’aerazione. Fine orribile ieri in Fincantieri per un operaio bengalese di 22 anni, Mia Ismail, giunto a Monfalcone due anni fa. L’infortunio si è verificato alle 11.30 di ieri sul 12° ponte della passeggeri in allestimento. I sanitari hanno tentato per circa un’ora di rianimare il ragazzo.
Ma attorno alle 12.30 hanno dovuto arrendersi: il corpo di Mia Ismail, che aveva iniziato il suo turno sulla “Magic” attorno alle 8, è uscito a bordo del carro funebre verso le 13, tra due ali di connazionali e colleghi fermi ad aspettare fuori dallo stabilimento dopo lo sciopero dichiarato dalla Rsu. L’infortunio si è verificato sulla passeggeri di 130mila tonnellate che fra una decina di giorni dovrebbe prendere il mare per i test in Alto Adriatico. Ismail era alle dipendenze di una ditta di coibentazione, la Tis (Tecno Impianti Service), di cui è titolare Salvatore Cozzolino: venti dipendenti, un quarto del Bangladesh. La Tis è una delle circa trecento ditte dell’appalto Fincantieri.

Alle 11.30 circa Mia Ismail si trovava, con due connazionali e il caposquadra italiano, sul 12° ponte della “Magic” davanti a un cunicolo imbullonato che attraversa in verticale tutta la passeggeri: un groviglio di tubi. Non è ancora chiaro perchè, dopo l’apertura del vano d’accesso, il ragazzo si sia avventurato all’interno, con un buio pesto e solo una tavola o poco più a proteggerlo da eventuali cadute. Ma così è stato.
Saranno le inchieste aperte dalla magistratura e dalla stessa azienda a chiarire come sia potuto accadere. Le conseguenze dell’atto sono state tragiche. Il ragazzo è scivolato dal tavolaccio ed è precipitato nel cunicolo, sbattendo tra i tubi e gli spuntoni e finendo, otto ponti più sotto. Quando è stato soccorso dai sanitari dava ancora segni di vita. Ma è apparso subito chiaro che le speranze di salvarlo erano legate a un miracolo.

La notizia della sua morte si è diffusa nello stabilimento con un passaparola attorno alle 12.30. L’epilogo è apparso evidente quando l’elicottero dell’Elisoccorso, atterrato nello stabilimento, se n’è andato vuoto. Ma già mezzora prima le Rsu avevano invitato tutti gli oltre cinquemila lavoratori a lasciare lo stabilimento. L’esodo è stato immediato in un clima di tensione evidente: facce sconvolte, momenti di disperazione per centinaia di bengalesi.
E commenti a senso unico delle tute blu: «Benvenuti nella macelleria Fincantieri», «Qui si entra ma non si sa se si esce». «In queste condizioni qui dentro non si può più lavorare, colpa delle ditte e della politica degli appalti». E ci sono stati momenti di tensione, attorno alle 13.30 di ieri, appena fuori dallo stabilimento, davanti all’ingresso operai, quando un’autocivetta della polizia è uscita dai cancelli con a bordo il titolare della Tis e uno degli operai che aveva assistito all’incidente. La vettura è stata circondata e bloccata da decine di bengalesi. Volevano garanzie sul collega, risolte chiamando un interprete per raccogliere la deposizione.

I commenti sono disabilitati.