Comunicato stampa

15 marzo 2011

Il Piccolo,  martedi 15 marzo 2011

Infortuni, «Fincantieri deve trovare soluzioni
Crescente preoccupazione» dopo l’ultimo caso.
Morti evitabili con la prevenzione

MONFALCONE
Una crescente e angosciata preoccupazione dopo l’ennesimo infortunio sul lavoro nel monfalconese: è quanto esprime l’associazione Carico Sospeso in una nota in cui si ricorda la la morte di un ragazzo di origine bengalese di neppure 22 anni, deceduto dopo una caduta nei cvantieri di Monfalcone. Si tratta, sottolinea l’associazione, dell’ultimo episodio in ordine temporale di «una serie di tragedie sul posto di lavoro che, anche solo rileggendo le nostre cronache locali degli ultimi anni, hanno avuto una frequenza incredibile specie in considerazione del numero complessivo di morti sul lavoro registrato a livello nazionale». A Monfalcone l’associazione ha partecipato alle varie manifestazioni, quella dei sindacati nella giornata di lutto cittadino, ma anche a quella organizzata dal “comitato 1 marzo” a cui hanno aderito i sindacati autonomi Usb. «In entrambe le occasioni – sottolinea l’associazione Carico sospeso – ci siamo chiesti se non sarebbe stata auspicabile una grande giornata solidale ed unitaria indetta la domenica in modo da poter far partecipare il maggior numero di persone possibile». Comunque la sensazione, sottolinea la nota, è che «qualcosa si è mosso ed è sempre preferibile al silenzio che cala troppo spesso e troppo presto su molte delle morti da “insicurezza del lavoro” che questa associazione cerca di contrastare sul fronte della sensibilizzazione intorno al fondamentale concetto della prevenzione e della sicurezza». Ma la domanda anche in questo caso, si interroga l’associazione, è sempre la stessa: «Era evitabile da serie ed adeguate misure di prevenzione? La nostra unica risposta è sicuramente sì. Proprio in Fincantieri si sono svolti molti dei gravi infortuni anche mortali di questi anni». «Ora – conclude il sodalizio – è difficile pensare che se tale importante azienda, a partecipazione statale, non sarà capace di affrontare tutti i principali nodi della sicurezza già da tempo evidenziati da parte dei sindacati dei lavoratori in questi anni, la conseguenza logica è che si dovrà contare il tempo che intercorre al prossimo infortunio ed a domandarsi chi sarà il prossimo».

Comunicato stampa inviato ai giornali
L’INELUDIBILE CARICO DELLE RESPONSABILITA’

L’associazione Carico Sospeso desidera ritornare con una riflessione ad esprimere la propria crescente ed angosciata preoccupazione scaturita dall’ennesimo infortunio sul lavoro verificatosi nel nostro mandamento.

Come tutti sapranno quest’ultimo è avvenuto nei cantieri di Monfalcone ed ha causato la morte di un ragazzo di neppure 22 anni, circostanza che già di per sé risulta ancora più’ inaccettabile e segue di poco un altro incidente accaduto sempre all’interno del medesimo cantiere, fortunosamente non letale ma altrettanto drammatico per i pesanti danni subiti dall’infortunato.

Ultime in ordine temporale di una serie di tragedie sul posto di lavoro che, anche solo rileggendo le nostre cronache locali degli ultimi anni, hanno avuto una frequenza incredibile specie in considerazione del numero complessivo di morti sul lavoro registrato a livello nazionale in lieve diminuzione.

A Monfalcone abbiamo voluto partecipare sia alla manifestazione organizzata dai sindacati confederali nella giornata di lutto cittadino che a quella organizzata dal “comitato 1 marzo” a cui hanno aderito i sindacati autonomi Usb ed in entrambe le occasioni ci siamo chiesti se non sarebbe stata auspicabile una grande giornata solidale ed unitaria indetta la domenica in modo da poter far partecipare il maggior numero di persone possibile.

Comunque la sensazione è che qualcosa si è mosso ed è sempre preferibile al silenzio che cala troppo spesso e troppo presto su molte delle morti da “insicurezza del lavoro” che questa associazione cerca di contrastare sul fronte della sensibilizzazione intorno al fondamentale concetto della prevenzione e della sicurezza.

Sul fronte delle responsabilità per la deprecabile morte dell’operaio Ismail sarà l’estrema ratio della magistratura a stabilire i fatti e le circostanze accadute in cantiere, ma se istituzioni e sindacati faranno la loro parte anche nel processo che seguirà, sarà stato dato un forte e significativo segnale all’attenzione di tutti.

Ma la domanda anche in questo caso è sempre la stessa: era evitabile da serie ed adeguate misure di prevenzione? La nostra unica risposta è sicuramente sì.

Ricordando che non si è morti solo in cantiere dalle nostre parti, ma proprio in Fincantieri si sono svolti molti dei gravi infortuni anche mortali di questi anni.

Mentre alle statistiche regionali, si aggiunge la morte di un altro operaio, Roberto Pillon, avvenuta in circostanze raccapriccianti nello stabilimento della Cimolai SpA di Roveredo in Piano, sarebbe passato quasi inosservato alla cronaca locale il decesso dell’operaio 34enne, Giuseppe Fazio, infortunato lunedì fuori regione nello stabilimento Fincantieri di Marghera, se mercoledì non fosse stata proclamata un’ora di sciopero per turno, anche nel cantiere di Monfalcone

Ora è difficile pensare che se tale importante azienda, a partecipazione statale, non sarà capace di affrontare tutti i principali nodi della sicurezza già da tempo evidenziati da parte dei sindacati dei lavoratori in questi anni, la conseguenza logica è che si dovrà contare il tempo che intercorre al prossimo infortunio ed a domandarsi chi sarà il prossimo?

Le criticità in materia di prevenzione e sicurezza denunciate a più riprese dalle stesse RSU sono sempre le medesime e fanno riferimento all’aumento dei ritmi di lavoro imposti ogni volta che c’è da scongiurare la penale contrattualmente prevista rispetto i tempi di consegna di una nave, all’utilizzo abnorme degli strumenti di appalto/subappalto e di una manodopera “low cost”, fino alle questioni che coinvolgono gli aspetti di prevenzione, direttamente legati alla formazione, informazione e coordinamento all’interno degli stessi stabilimenti.

In merito a quest’ultimo vanto della cantieristica nostrana, la “Carnival Magic” dai giornali apprendiamo che verrà consegnata in tempo, ma ciò è stato possibile a quale prezzo? Per forza ogni volta deve essere tributato un contributo di sangue?

Nell’ineludibile richiamo alle responsabilità di tutti, aziende, istituzioni, organizzazioni sindacali e società civile, c’è ancora una volta l’amara constatazione che ogni volta in cui a dover intervenire in materia di sicurezza dei nostri luoghi di lavoro sarà chiamato un giudice, vorrà dire che l’irreparabile si è già compiuto, a ulteriore riprova che si doveva intervenire prima con idonee misure preventive ed una corretta valutazione dei rischi già conosciuti.

Nell’attesa che alle parole seguano i fatti, esprimiamo la solidale vicinanza a tutti i familiari ed ai loro colleghi coinvolti nei troppi infortuni sul lavoro.

Approfittiamo infine per ringraziare per l’impegno e l’interessantissimo lavoro svolto tutti i giovani, i genitori e gli insegnanti che sono riusciti a farsi coinvolgere nel primo concorso letterario indetto dalla nostra associazione con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, comunicando che presto l’apposita commissione incaricata terminerà le proprie valutazioni e come promesso daremo seguito alla premiazione entro la fine del corrente anno scolastico.