Udienza 8.2.2011

11 febbraio 2011

IL PICCOLO MARTEDI’ 8 FEBBRAIO 2011

NUOVA UDIENZA IN TRIBUNALE A GORIZIA
Morte di Cicciarella, sfilano i testimoni

Riparte oggi a Gorizia il processo per l’infortunio sul lavoro nel quale, l’11 aprile 2005, perse la vita il monfalconese Franco Cicciarella, dipendente della Coop Sopraccarichi.
Il giudice monocratico Rossella Miele è subentrata ad Emanuela Bigattin e non è stato dato il consenso all’acquisizione degli atti. E così saranno risentiti i testi. Imputati per la morte del monfalconese, dipendente della Cooperativa ”Sopraccarichi”, l’ex presidente della Compagnia portuale, il console Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Coop Sopraccarichi. Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, conducente del carrello elevatore che aveva colpito il Cicciarella, hapatteggiato la pena.
La ricostruzione di cosa avvenne in quel maledetto pomeriggio di bora ”scura” sulla banchina numero 8 del porto di Monfalcone è avvenuta nelle precedenti udienze attraverso il resoconto di alcuni testimoni, convocati sia dall’accusa che dalle difese. Franco Cicciarella, assieme ad altri colleghi, si stava occupando di scaricare un camion che trasportava bramme di ferro. Improvvisamente venne investito e schiacciato da un carrello elevatore che procedeva in retromarcia e di cui non si accorse proprio a causa del forte vento che copriva il rumore del mezzo. Per lui non ci fu nulla da fare. Inutile aggiungere come e quanto lo sviluppo dei lavori processuali abbia emozionato i diversi amici e parenti che hanno seguito l’udienza. Fra loro, i fratelli di Franco, Riccardo, Emilio e Corrado e la convivente, Elena Fedel, tutti costituitisi parte civile e assistiti rispettivamente dagli avvocati Fabio Luzzatto Guerrini e Anna Grazia Luzzatto Guerrini. «Vogliamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto – hanno sottolineato molto compostamente -. La morte di Franco deve servire da monito affinchè nei diversi ambienti di lavoro si faccia di più sul fronte della sicurezza».
Non a caso, all’indomani della tragica scomparsa, proprio i parenti e gli amici di Franco hanno dato vita all’associazione “Carico sospeso” che in questi anni è stato molto attiva nella promozione di una rinnovata cultura della sicurezza tra cui anche un concorso letterario ennelle scuole. L’11 aprile dello scroso anno l’’associazione ”Carico Sospeso” è tornata nel porto di Monfalcone proprio per ricordare Franco Cicciarella a cinque anni dal tragico incidente in banchina.