Manifestazione 24.02.2011

24 febbraio 2011

Giornata di lutto della città di Monfalcone che segue l’infortunio mortale di un ragazzo di 23 anni all’interno del stabilimento Fincantieri.

Partecipiamo alla manifestazione in piazza, oggi alle ore 17,30, seppure consapevoli che ciò non può bastare, ma è altresì necessario per continuare ad indignarsi e reagire, a non rassegnarsi al fatto che “può succedere”.

A tale fine:

  • auspichiamo che Comune e Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori valutino concretamente questo ennesimo  tragico fatto e si costituiscano parte civile nel Processo, per dare un forte segnale anche a tutta la collettività
  • si ritiene altresì necessaria una ricognizione dell’attuale situazione dei preposti Uffici della Azienda Sanitaria che si occupano di Prevenzione, perché sia verificato che detto fondamentale presidio sia dotato di adeguate risorse umane e tecniche, tali da poter effettuare in maniera efficiente i dovuti controlli
  • ancora una volta rivolgiamo un appello a tutti a farsi Carico dei propri doveri ognuno per le proprie competenze, nella inderogabile esigenza di invertire detta spirale di gravi infortuni, fermo restando che “in primis” le responsabilità previste dalla legge in materia di Sicurezza ricadono in capo al Datore di lavoro

Cronaca 21.02.2011

23 febbraio 2011

Incidenti sul lavoro, operaio della Fincantieri cade da ponteggio e muore
Secondo le prime informazioni l’uomo, dipendente di una ditta esterna al cantiere, è precipitato da un ponteggio, morendo poco dopo essere stato soccorso. Le Rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento hanno proclamato lo sciopero immediato
 
MONFALCONE Un volo di venti metri sulla “Magic”, lungo un cunicolo buio percorso da un groviglio di tubi. Lo schianto su una condotta d’aerazione. Fine orribile ieri in Fincantieri per un operaio bengalese di 22 anni, Mia Ismail, giunto a Monfalcone due anni fa. L’infortunio si è verificato alle 11.30 di ieri sul 12° ponte della passeggeri in allestimento. I sanitari hanno tentato per circa un’ora di rianimare il ragazzo.
Ma attorno alle 12.30 hanno dovuto arrendersi: il corpo di Mia Ismail, che aveva iniziato il suo turno sulla “Magic” attorno alle 8, è uscito a bordo del carro funebre verso le 13, tra due ali di connazionali e colleghi fermi ad aspettare fuori dallo stabilimento dopo lo sciopero dichiarato dalla Rsu. L’infortunio si è verificato sulla passeggeri di 130mila tonnellate che fra una decina di giorni dovrebbe prendere il mare per i test in Alto Adriatico. Ismail era alle dipendenze di una ditta di coibentazione, la Tis (Tecno Impianti Service), di cui è titolare Salvatore Cozzolino: venti dipendenti, un quarto del Bangladesh. La Tis è una delle circa trecento ditte dell’appalto Fincantieri.

Alle 11.30 circa Mia Ismail si trovava, con due connazionali e il caposquadra italiano, sul 12° ponte della “Magic” davanti a un cunicolo imbullonato che attraversa in verticale tutta la passeggeri: un groviglio di tubi. Non è ancora chiaro perchè, dopo l’apertura del vano d’accesso, il ragazzo si sia avventurato all’interno, con un buio pesto e solo una tavola o poco più a proteggerlo da eventuali cadute. Ma così è stato.
Saranno le inchieste aperte dalla magistratura e dalla stessa azienda a chiarire come sia potuto accadere. Le conseguenze dell’atto sono state tragiche. Il ragazzo è scivolato dal tavolaccio ed è precipitato nel cunicolo, sbattendo tra i tubi e gli spuntoni e finendo, otto ponti più sotto. Quando è stato soccorso dai sanitari dava ancora segni di vita. Ma è apparso subito chiaro che le speranze di salvarlo erano legate a un miracolo.

La notizia della sua morte si è diffusa nello stabilimento con un passaparola attorno alle 12.30. L’epilogo è apparso evidente quando l’elicottero dell’Elisoccorso, atterrato nello stabilimento, se n’è andato vuoto. Ma già mezzora prima le Rsu avevano invitato tutti gli oltre cinquemila lavoratori a lasciare lo stabilimento. L’esodo è stato immediato in un clima di tensione evidente: facce sconvolte, momenti di disperazione per centinaia di bengalesi.
E commenti a senso unico delle tute blu: «Benvenuti nella macelleria Fincantieri», «Qui si entra ma non si sa se si esce». «In queste condizioni qui dentro non si può più lavorare, colpa delle ditte e della politica degli appalti». E ci sono stati momenti di tensione, attorno alle 13.30 di ieri, appena fuori dallo stabilimento, davanti all’ingresso operai, quando un’autocivetta della polizia è uscita dai cancelli con a bordo il titolare della Tis e uno degli operai che aveva assistito all’incidente. La vettura è stata circondata e bloccata da decine di bengalesi. Volevano garanzie sul collega, risolte chiamando un interprete per raccogliere la deposizione.

Cronaca 21.02.2011

22 febbraio 2011

Incidente mortale alla Fincantieri
Incidente questa mattina allo stabilimento navale di Monfalcone

21 FEB – Un operaio di nazionalita’ bengalese, del quale non e’ stato reso noto il nome, e’ morto stamani in un incidente avvenuto nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Gorizia).Secondo le prime informazioni, l’uomo, dipendente di una ditta esterna al cantiere, e’ precipitato da un ponteggio, ed e’ morto poco dopo.Le Rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento hanno proclamato lo sciopero immediato, fino a domani.
Lavorava per una ditta d’appalto esterna.

Udienza 8.2.2011

11 febbraio 2011

IL PICCOLO MARTEDI’ 8 FEBBRAIO 2011

NUOVA UDIENZA IN TRIBUNALE A GORIZIA
Morte di Cicciarella, sfilano i testimoni

Riparte oggi a Gorizia il processo per l’infortunio sul lavoro nel quale, l’11 aprile 2005, perse la vita il monfalconese Franco Cicciarella, dipendente della Coop Sopraccarichi.
Il giudice monocratico Rossella Miele è subentrata ad Emanuela Bigattin e non è stato dato il consenso all’acquisizione degli atti. E così saranno risentiti i testi. Imputati per la morte del monfalconese, dipendente della Cooperativa ”Sopraccarichi”, l’ex presidente della Compagnia portuale, il console Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Coop Sopraccarichi. Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, conducente del carrello elevatore che aveva colpito il Cicciarella, hapatteggiato la pena.
La ricostruzione di cosa avvenne in quel maledetto pomeriggio di bora ”scura” sulla banchina numero 8 del porto di Monfalcone è avvenuta nelle precedenti udienze attraverso il resoconto di alcuni testimoni, convocati sia dall’accusa che dalle difese. Franco Cicciarella, assieme ad altri colleghi, si stava occupando di scaricare un camion che trasportava bramme di ferro. Improvvisamente venne investito e schiacciato da un carrello elevatore che procedeva in retromarcia e di cui non si accorse proprio a causa del forte vento che copriva il rumore del mezzo. Per lui non ci fu nulla da fare. Inutile aggiungere come e quanto lo sviluppo dei lavori processuali abbia emozionato i diversi amici e parenti che hanno seguito l’udienza. Fra loro, i fratelli di Franco, Riccardo, Emilio e Corrado e la convivente, Elena Fedel, tutti costituitisi parte civile e assistiti rispettivamente dagli avvocati Fabio Luzzatto Guerrini e Anna Grazia Luzzatto Guerrini. «Vogliamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto – hanno sottolineato molto compostamente -. La morte di Franco deve servire da monito affinchè nei diversi ambienti di lavoro si faccia di più sul fronte della sicurezza».
Non a caso, all’indomani della tragica scomparsa, proprio i parenti e gli amici di Franco hanno dato vita all’associazione “Carico sospeso” che in questi anni è stato molto attiva nella promozione di una rinnovata cultura della sicurezza tra cui anche un concorso letterario ennelle scuole. L’11 aprile dello scroso anno l’’associazione ”Carico Sospeso” è tornata nel porto di Monfalcone proprio per ricordare Franco Cicciarella a cinque anni dal tragico incidente in banchina.