E’ convocata per martedi’ 16 giugno alle ore 20.30 in prima convocazione, ed alle 21.00 in seconda convocazione l’assemblea dei soci dell’associazione presso la sala riunioni di Piazza Dante 4, presso l’Associazione Benkadi’ a Staranzano, con all’ordine del giorno:
– Approvazione bilancio consuntivo 2008 / bilancio preventivo 2009;
– Conferma direttivo associazione;
– Iscrizioni soci 2009;
– Discussione e proposte impiego contributo regionale 2009;
– Formalizzazione cambio sede legale e operativa;
– Varie ed eventuali.

Partecipate e passate parola.
Ricordiamo che la quota soci resta confermata a 10 Euro.

Cronaca – 03.06.2009

4 giugno 2009

Dal Centro giovani 400 euro all’associazione Carico sospeso
Monfalcone.

Ammontano a 400 euro i fondi devoluti all’associazione Carico sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro, fondi raccolti dal Centro di aggregazione giovanile del Comune di Monfalcone attraverso la distribuzione del calendario fotografico delle sue attività. La distribuzione del calendario è stata curata dall’associazione Banda larga, in collaborazione con il Caffè Tommaso e la libreria Rinascita, a cui poi si sono aggiunti bar Buzz, negozio di prodotti brasiliani e del commercio equo solidale Xingu Arte Brasil e associazione Nuova entrata libera di Monfalcone.

«Ritengo tale iniziativa di valore assolutamente notevole per il significato che ha di ribadire l’importanza della sicurezza sul lavoro, uno dei problemi emergenti della società», afferma l’assessore alla politiche giovanili, Cristiana Morsolin, consegnando i fondi a Carico sospeso e ribadendo come bisogna evidenziare che «sicurezza è sicurezza sul posto di lavoro, valore che è diverso rispetto al concetto di sicurezza che intende l’attuale Governo, che vuole invece creare un clima di paura e diffidenza, piuttosto che di un vivere sano e civile. Il messaggio che abbiamo lanciato nasce e arriva dal e al Centro giovani, una realtà composita e multiculturale, giovani che – dice, ringraziando Banda larga che gestisce il centro e che coglie le sensibilità dei ragazzi, indirizzandole in attività di costruzione e crescita – spesso sono sottovalutati e che invece danno forte dimostrazione di maggiore civiltà».

È stato il presidente di Carico sospeso, Emilio Cicciarella, a ringraziare «per un dono che in momento di difficoltà come questo diventa risorsa ancora più preziosa. Siamo contenti anche perché ci sentiamo inseriti in un contesto con cui intendiamo proseguire la bella collaborazione». Soddisfatti anche i responsabili di Banda larga per quello che, nato come un esperimento, ha avuto un ottimo successo, consentendo di raccogliere una cifra significativa: «Così come significativo è il lavoro fatto da una comunità giovane che spesso è frammentata e che nel centro riesce a esprimersi, riuscendo a dare importanti segnali. Il calendario è servito anche a noi – hanno detto – per far capire cos’è e cosa fa il centro». Oltre al denaro, a Carico sospeso sono stati donati anche 50 calendari. Le copie distribuite a offerta libera sono state 140, con una offerta media di 3 euro per copia.

Da ricordare che il calendario è nato nell’ambito di Play time, spazio di aggregazione libera e spontanea del centro, che ha poi coinvolto il laboratorio di fotografia ScattArte (coordinato da Riccardo Berini) e il grafico Andrea Antoni. Sono state però rappresentate anche altre realtà quali il gruppo di breake dance, i laboratori di Fumetto e Teatro, il Pop english-Conversation club. Una pagina è stata dedicata ai volontari che supportano il centro. La volontà di donare il ricavato a Carico sospeso è stata spiegata nel calendario, ricordando come Monfalcone è da sempre città che vive e si confronta con il lavoro, con gli aspetti negativi e positivi e come molti dei giovani siano arrivati in città a seguito della famiglia che si è trasferita proprio per motivi di lavoro. L’associazione è stata scelta perché lavora per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.

Messaggero Veneto Gorizia   03.06.2009

Cronaca – 29.05.2009

4 giugno 2009

Il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte in porto di Franco Cicciarella

MONFALCONE.

È stata fissata per il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte di Franco Cicciarella, avvenuta l’11 aprile 2005, e per cui sono state rinviate a giudizio quattro persone, legate alla Compagnia portuale di Monfalcone e alla Cooperativa portuale sopraccarichi con sede a Trieste.

Le quattro persone, rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo dal giudice dell’udienza preliminare, Andrea Comez, per l’incidente sul lavoro che causò la morte di Cicciarella nell’area portuale di Monfalcone sono Franco Romano, 57 anni, di Monfalcone, allora legale rappresentante della Compagnia portuale (difeso dall’avvocato Battello), Sergio Rondi, 52 anni, direttore operativo della stessa compagnia (avvocato Donolato), il triestino Fabio Salvini, 68 anni, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società (avvocato Sanzin), e Guido Misseroni, 56 anni, di Monfalcone, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi (avvocato Giadrossi).

Una quinta persona, Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, aveva invece patteggiato 9 mesi di reclusione con la condizionale. Zorzin, che nell’udienza preliminare celebratasi al Tribunale di Gorizia era difeso dall’avvocato Francesco Donolato, era alla guida del carrello elevatore che aveva colpito Cicciarella provocandogli le lesioni mortali.
Nell’udienza preliminare celebrata nel luglio 2008 si erano costituite le parti civili Elena Fedel, convivente di Cicciarella, assistita dall’avvocato Anna Grazia Luzzatto Guerrini, la mamma di Cicciarella Gabriella Puntin e i fratelli Riccardo, Emilio e Corrado con l’avvocato Fabio Luzzatto Guerrini.

L’incidente mortale avvenne nel pomeriggio dell’11 aprile di quattro anni fa. Secondo l’indagine effettuata dal Commissariato di Monfalcone e dal servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria, Cicciarella, 39 anni, di Staranzano, sulla banchina numero 8 del porto stava coordinando le fasi di scarico di un camion contenente brame di ferro. Improvvisamente è stato investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore, al quale volgeva le spalle, che era condotto da Zorzin. Il carrello procedeva in retromarcia ed era privo del dispositivo sonoro che si attiva quando si innesta la retromarcia. Dall’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della repubblica, Massimo De Bortoli, era emerso che tutti i 17 carrelli elevatori in servizio al porto erano privi del segnalatore acustico previsto dalle norme di sicurezza sui posti di lavoro. (cr.vi.)

Messaggero Veneto Gorizia 29.05.2009