La serata del 23 novembre

15 novembre 2005

La serata che abbiamo chiamato “Carico sospeso” è nata per ricordare Franco Cicciarella, di 38 anni, deceduto in un infortunio sul lavoro l’11 aprile di quest’anno, mentre svolgeva il suo lavoro in Porto a Monfalcone.

Le condizioni atmosferiche

In quel giorno le condizioni atmosferiche erano pessime, con pioggia e raffiche di bora che hanno toccato i 170 km/h. Il Porto di Trieste (affacciato sul medesimo golfo, a pochi chilometri di distanza, e soggetto alle medesime condizioni atmosferiche) aveva sospeso le attività per i suddetti motivi. Quello di Monfalcone non l’ha fatto.

L’incidente

Franco è stato schiacciato da un carrello elevatore che stava facendo una manovra di retro marcia. Sembra che lui non abbia sentito il segnale acustico del mezzo (sempre che questo funzionasse) a causa del vento; allo stesso modo né lui né il collega che guidava il mezzo hanno sentito i segnali acustici emessi dai colleghi che sono stati testimoni dell’incidente. Le porte del carrello, che solitamente vengono lasciate aperte per poter avere un maggior controllo delle attività in corso, erano chiuse a causa del vento.

I problemi per i soccorsi

Dopo l’incidente è stato chiamato l’elicottero per i soccorsi, che non ha potuto atterrare sul luogo proprio a causa delle condizioni atmosferiche. Ha dovuto atterrare nella vicina città di Ronchi dei Legionari, in quanto i piazzali del Porto sono maggiormente esposti alle raffiche di vento.

Le notizie diffuse

I giornali hanno riportato che si stava lavorando per mettere in sicurezza una nave, citando un’affermazione dell’RSU. In realtà Franco non si stava occupando, come molti altri, di tale attività, ma era impegnato in mansioni ordinarie che non avevano alcuna caratteristica di emergenza. In merito a tale notizia non è apparsa sulla stampa alcuna smentita. E’ stato invece messo in evidenza che si è trattata di una tragica fatalità.

Perché la serata del 23 novembre

Con questa serata, dedicata non solo alla memoria di Franco, ma a tutti coloro che hanno perso la loro vita per il lavoro, si vuole anche dar risalto al problema della sicurezza sui posti di lavoro e promuovere alcuni spunti di riflessione. Uno tra i tanti, essendo la bora un fenomeno nient’affatto straordinario nella nostra zona, era prevedibile un rischio di infortuni di gran lunga maggiore rispetto ad altre situazioni? Tenuto conto degli impedimenti fisici al lavoro, gli operatori stavano lavorando in condizioni di sicurezza? Attualmente sono ancora in corso le indagini preliminari sull’incidente, resta il fatto che ogni morte sul lavoro, e purtroppo in Italia siamo ad una media di 4 al giorno, è, al di là di tutto, una gravissima sconfitta per la nostra società.