IL PICCOLO 17 APRILE 2018
Muore investito dall’elevatore in manovra
PORTO NOGARO – LA TRAGEDIA

di Francesca Artico

Tragedia ieri mattina allo scalo di porto Margreth a San Giorgio di Nogaro: un operatore, Flaviano Bernardi di 62 anni, è deceduto dopo essere stato investito da un mezzo in movimento, inutili tutti i tentativi degli operatori sanitari del 118 di salvarlo. Erano da poco passate le 10.30 è Flaviano Bernardi, dipendente dell’agenzia di spedizioni marittime Marlines, si trovava all’interno dello scalo portuale per seguire i controlli di scarico e carico di una nave ancorata a porto Margreth, nella zona industriale dell’Aussa Corno. A quell’ora il porto era in piena operatività.

Infatti sul piazzale del retroporto stava operando per lo spostamento delle merci un muletto di un’impresa portuale che, per cause ancora al vaglio dei carabinieri della Stazione di San Giorgio, durante una manovra avrebbe investito l’uomo. Immediatamente è stato dato l’allarme e sul posto è arrivata tempestivamente l’ambulanza della Croce Rossa di stanza a Villanova i cui operatori sanitari hanno avviato le procedure di rianimazione.

Nel contempo sono arrivati di Vigili del Fuoco di Cervignano e l’elisoccorso. Tutta l’equipe sanitaria la lavorato nel tentativo di salvare la vita all’uomo, ma tutto è stato vano, per Flaviano Bernardi non c’era più nulla da fare. Ci si è dovuti arrendere e constatare che i gravi traumi riportati nell’impatto avevano portato al decesso dell’uomo.

Secondo alcune delle persone accorse a prestare soccorso , fin da subito le sue condizioni sarebbero apparse gravissime, ma tutti speravano che l’intervento dei sanitari potesse farlo riprendere, ma così non è stato. Disperazione, dolore, rabbia, questi i sentimenti delle persone che ogni giorni operano nello scalo friulano, dove praticamente tutti si conoscono come una grande famiglia.La notizia della morte di Flaviano Bernardi ha fatto immediatamente il giro dello scalo lasciando sconvolti gli addetti portuali, che vivono ogni giorno gli uni accanto agli altri in perfetta simbiosi, proprio per la complessa struttura che una realtà portuale implica. Da sempre allo scalo nogarese, si effettuano delle esercitazioni per garantire la sicurezza all’interno della realtà portuale, ma ieri il dramma si è consumato e spetterà ora ai Carabinieri stabilire cosa sia successo.

Gli addetti della Capitaneria di Porto, gli uomini di della Guardia di Finanza, della Dogana e gli stessi camionisti, non hanno voluto parlare e, davanti a questa inattesa tragedia che li ha sconvolti, restano silenziosi, “ogni parola- ha sussurrato un collega spedizioniere- diventa inutile davanti a tutto questo”. La salma di Flaviano Bernardi è stata trasportata all’Ospedale di Udine per essere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il muletto è stato posto sotto sequestro.Un’altra morte bianca dunque si aggiunge alla lunga maledetta lista di caduti sul lavoro, fenomeno più volte stigmatizzato dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Piccolo, 3/3/2017
Il responsabile della sicurezza di una ditta esterna cade da diciotto metri. Soccorsi inutili. Aveva quarant’anni. Sciopero spontaneo delle maestranze
di Tiziana Carpinelli

MONFALCONE.

Un volo nel vuoto di 18 metri. Poi lo schianto fatale a terra. È morto sul colpo, ieri mattina all’interno dello stabilimento Fincantieri di Panzano, il bosniaco Sinisa Brankovic. Aveva 40 anni. Stando a una prima ricostruzione degli inquirenti, l’uomo è precipitato mentre stava effettuando per conto di una ditta esterna la supervisione al sottotetto di un capannone in via di allestimento.

I soccorsi Vano ogni tentativo di soccorso, dapprima prestato dal personale interno allo stabilimento e poi dal 118 accorso in fabbrica con ambulanza e automedica: per il lavoratore non c’è stato nulla da fare.
Dopo 40 minuti di tentativi di rianimazione attraverso massaggio cardiaco e la somministrazione di fiale di adrenalina gli operatori sanitari, davanti ai lavoratori sgomenti, hanno dovuto constatare il decesso. Il cuore di Sinisa Brankovic non ha mai più ripreso a battere.
Troppo gravi i traumi riportati dalla vittima nella caduta. Traumi in seguito constatati, nel corso di una prima ispezione cadaverica, anche dal medico legale: frattura cranica, al bacino e agli arti inferiori. E una grave emorragia intra-addominale.

Lo sciopero La notizia del tragico infortunio è in breve circolata nel cantiere, facendo scattare uno sciopero spontaneo immediato da parte delle maestranze. Mentre questa mattina un corteo di duemila lavoratori – stima fornita dalla Questura – dovrebbe attraversare le strade del rione operaio in segno di protesta e sensibilizzazione verso le morti bianche. Gli operai hanno continuato a “sciamare” fuori dalla fabbrica fin dopo le 12 via via che i sindacati raggiungevano ogni punto e diffondevano la notizia dell’astensione dal lavoro.

La magistratura Il procuratore generale Massimo Lia ha comunicato già in mattinata l’apertura di un fascicolo, al momento senza indagati, per l’ipotesi di omicidio colposo. Alla Fincantieri, ieri, si è precipitato anche il sostituto Andrea Maltomini, che ha affidato le indagini alla Polizia.
Per l’intera mattinata gli agenti del Commissariato di via Foscolo hanno effettuato i rilievi e acquisito le prime testimonianze. Il luogo dell’incidente è stato posto sotto sequestro. L’area in cui è avvenuto il decesso è quella del cantiere edile per la creazione del Capannone 42, in futuro destinato a ospitare le operazioni di sabbiatura delle lamiere, fase propedeutica alla verniciatura dei blocchi navali. In linea d’aria si colloca all’altezza del vecchio ingresso al cantiere.

La vittima Il quarantenne Sinisa Brankovic era originaio di Banja Luka, la seconda più grande città della Bosnia. Celibe e senza figli, secondo quanto si è potuto apprendere, risiedeva in Lombardia e si trovava a Monfalcone in qualità di supervisore di una ditta esterna, la Abl di Bergamo, specializzata in montaggio tubistica.
Infatti la srl operava per conto della Gavazzi impianti cui Fincantieri sistemi integrati (una nuova azienda del gruppo creata lo scorso anno per l’impiantistica e la componentistica) aveva affidato una parte dell’appalto per la realizzazione del Capannone 42.

La dinamica Ancora al vaglio degli inquirenti la dinamica dell’infortunio mortale, avvenuto appunto all’interno di un cantiere dedicato alla realizzazione del capannone, lontano dunque dalle lavorazioni che riguardano invece la produzione e l’allestimento delle navi.
Il lavoratore, che secondo quanto reso noto da Fincantieri, aveva all’attivo vent’anni di esperienza e dunque era considerato persona esperta e capace, è caduto al suolo «mentre stava operando nella zona del sottotetto della struttura» in via di realizzazione.
Alle 8.20, mentre stava camminando su una griglia metallica che costituisce l’ossatura del controsoffitto, per cause in via di accertamento, è scivolato su un foro di circa un metro per un metro. Indagini sono in corso per stabilire se l’uomo indossasse la cintura o altra imbracatura, un dispositivo di sicurezza solitamente impiegato quando si lavora a quelle altezze.
Tra gli operai, molto scossi per l’accaduto, ieri mattina circolavano versioni contrastanti e per il momento la Polizia mantiene il più stretto riserbo. Sinisa Brankovic, comunque, non era un operaio, bensì un capocantiere e dunque responsabile della sicurezza per i dipendenti di quella srl. Nella sua funzione di supervisore, ieri mattina, stava probabilmente effettuando un controllo su quanto fino a quel momento realizzato.

L’azienda In parallelo alle indagini in corso da parte della Polizia e della magistratura, alle quali Fincantieri «come di consueto assicura la massima collaborazione», la società ha immediatamente avviato le necessarie verifiche per appurare le responsabilità dell’accaduto. «Fin da ora – ha comunicato il gruppo in una nota – la società esprime il proprio cordoglio alla famiglia dell’operaio deceduto, alla quale non farà mancare il proprio concreto sostegno».

TriestePrima, 31/1/17

Infortunio nel cantiere navale il 31 gennaio, le forze dell’ordine al lavoro per stabilire le dinamiche

Un grave incidente sul lavoro, lesioni molto serie per un ragazzo di 23 anni, originario di Trieste, in nel cantiere Alto Adriatico di Monfalcone.

Il tragico fatto è avvenuto la mattina del 31 gennaio durante lo spostamento di due muletti, uno che trasportava l’altro: il giovane operaio è stato colpito da quello in fase di trasporto e ora si trova in condizioni gravissime ed è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all’ospedale di Udine.

La prognosi è riservata, ma sembra che le ferite abbiano interessato anche la spina dorsale e ora il giovane rischia la paralisi. La dinamica dell’incidente è al vaglio delle forze dell’ordine, che hanno messo l’area sotto sequestro.

Sentenza

30 maggio 2012

dal Piccolo del 30/5/2012