“Morti bianche” ?

7 Giugno 2011

Comunicato stampa

15 Marzo 2011

Il Piccolo,  martedi 15 marzo 2011

Infortuni, «Fincantieri deve trovare soluzioni
Crescente preoccupazione» dopo l’ultimo caso.
Morti evitabili con la prevenzione

MONFALCONE
Una crescente e angosciata preoccupazione dopo l’ennesimo infortunio sul lavoro nel monfalconese: è quanto esprime l’associazione Carico Sospeso in una nota in cui si ricorda la la morte di un ragazzo di origine bengalese di neppure 22 anni, deceduto dopo una caduta nei cvantieri di Monfalcone. Si tratta, sottolinea l’associazione, dell’ultimo episodio in ordine temporale di «una serie di tragedie sul posto di lavoro che, anche solo rileggendo le nostre cronache locali degli ultimi anni, hanno avuto una frequenza incredibile specie in considerazione del numero complessivo di morti sul lavoro registrato a livello nazionale». A Monfalcone l’associazione ha partecipato alle varie manifestazioni, quella dei sindacati nella giornata di lutto cittadino, ma anche a quella organizzata dal “comitato 1 marzo” a cui hanno aderito i sindacati autonomi Usb. «In entrambe le occasioni – sottolinea l’associazione Carico sospeso – ci siamo chiesti se non sarebbe stata auspicabile una grande giornata solidale ed unitaria indetta la domenica in modo da poter far partecipare il maggior numero di persone possibile». Comunque la sensazione, sottolinea la nota, è che «qualcosa si è mosso ed è sempre preferibile al silenzio che cala troppo spesso e troppo presto su molte delle morti da “insicurezza del lavoro” che questa associazione cerca di contrastare sul fronte della sensibilizzazione intorno al fondamentale concetto della prevenzione e della sicurezza». Ma la domanda anche in questo caso, si interroga l’associazione, è sempre la stessa: «Era evitabile da serie ed adeguate misure di prevenzione? La nostra unica risposta è sicuramente sì. Proprio in Fincantieri si sono svolti molti dei gravi infortuni anche mortali di questi anni». «Ora – conclude il sodalizio – è difficile pensare che se tale importante azienda, a partecipazione statale, non sarà capace di affrontare tutti i principali nodi della sicurezza già da tempo evidenziati da parte dei sindacati dei lavoratori in questi anni, la conseguenza logica è che si dovrà contare il tempo che intercorre al prossimo infortunio ed a domandarsi chi sarà il prossimo».

Comunicato stampa inviato ai giornali
L’INELUDIBILE CARICO DELLE RESPONSABILITA’

L’associazione Carico Sospeso desidera ritornare con una riflessione ad esprimere la propria crescente ed angosciata preoccupazione scaturita dall’ennesimo infortunio sul lavoro verificatosi nel nostro mandamento.

Come tutti sapranno quest’ultimo è avvenuto nei cantieri di Monfalcone ed ha causato la morte di un ragazzo di neppure 22 anni, circostanza che già di per sé risulta ancora più’ inaccettabile e segue di poco un altro incidente accaduto sempre all’interno del medesimo cantiere, fortunosamente non letale ma altrettanto drammatico per i pesanti danni subiti dall’infortunato.

Ultime in ordine temporale di una serie di tragedie sul posto di lavoro che, anche solo rileggendo le nostre cronache locali degli ultimi anni, hanno avuto una frequenza incredibile specie in considerazione del numero complessivo di morti sul lavoro registrato a livello nazionale in lieve diminuzione.

A Monfalcone abbiamo voluto partecipare sia alla manifestazione organizzata dai sindacati confederali nella giornata di lutto cittadino che a quella organizzata dal “comitato 1 marzo” a cui hanno aderito i sindacati autonomi Usb ed in entrambe le occasioni ci siamo chiesti se non sarebbe stata auspicabile una grande giornata solidale ed unitaria indetta la domenica in modo da poter far partecipare il maggior numero di persone possibile.

Comunque la sensazione è che qualcosa si è mosso ed è sempre preferibile al silenzio che cala troppo spesso e troppo presto su molte delle morti da “insicurezza del lavoro” che questa associazione cerca di contrastare sul fronte della sensibilizzazione intorno al fondamentale concetto della prevenzione e della sicurezza.

Sul fronte delle responsabilità per la deprecabile morte dell’operaio Ismail sarà l’estrema ratio della magistratura a stabilire i fatti e le circostanze accadute in cantiere, ma se istituzioni e sindacati faranno la loro parte anche nel processo che seguirà, sarà stato dato un forte e significativo segnale all’attenzione di tutti.

Ma la domanda anche in questo caso è sempre la stessa: era evitabile da serie ed adeguate misure di prevenzione? La nostra unica risposta è sicuramente sì.

Ricordando che non si è morti solo in cantiere dalle nostre parti, ma proprio in Fincantieri si sono svolti molti dei gravi infortuni anche mortali di questi anni.

Mentre alle statistiche regionali, si aggiunge la morte di un altro operaio, Roberto Pillon, avvenuta in circostanze raccapriccianti nello stabilimento della Cimolai SpA di Roveredo in Piano, sarebbe passato quasi inosservato alla cronaca locale il decesso dell’operaio 34enne, Giuseppe Fazio, infortunato lunedì fuori regione nello stabilimento Fincantieri di Marghera, se mercoledì non fosse stata proclamata un’ora di sciopero per turno, anche nel cantiere di Monfalcone

Ora è difficile pensare che se tale importante azienda, a partecipazione statale, non sarà capace di affrontare tutti i principali nodi della sicurezza già da tempo evidenziati da parte dei sindacati dei lavoratori in questi anni, la conseguenza logica è che si dovrà contare il tempo che intercorre al prossimo infortunio ed a domandarsi chi sarà il prossimo?

Le criticità in materia di prevenzione e sicurezza denunciate a più riprese dalle stesse RSU sono sempre le medesime e fanno riferimento all’aumento dei ritmi di lavoro imposti ogni volta che c’è da scongiurare la penale contrattualmente prevista rispetto i tempi di consegna di una nave, all’utilizzo abnorme degli strumenti di appalto/subappalto e di una manodopera “low cost”, fino alle questioni che coinvolgono gli aspetti di prevenzione, direttamente legati alla formazione, informazione e coordinamento all’interno degli stessi stabilimenti.

In merito a quest’ultimo vanto della cantieristica nostrana, la “Carnival Magic” dai giornali apprendiamo che verrà consegnata in tempo, ma ciò è stato possibile a quale prezzo? Per forza ogni volta deve essere tributato un contributo di sangue?

Nell’ineludibile richiamo alle responsabilità di tutti, aziende, istituzioni, organizzazioni sindacali e società civile, c’è ancora una volta l’amara constatazione che ogni volta in cui a dover intervenire in materia di sicurezza dei nostri luoghi di lavoro sarà chiamato un giudice, vorrà dire che l’irreparabile si è già compiuto, a ulteriore riprova che si doveva intervenire prima con idonee misure preventive ed una corretta valutazione dei rischi già conosciuti.

Nell’attesa che alle parole seguano i fatti, esprimiamo la solidale vicinanza a tutti i familiari ed ai loro colleghi coinvolti nei troppi infortuni sul lavoro.

Approfittiamo infine per ringraziare per l’impegno e l’interessantissimo lavoro svolto tutti i giovani, i genitori e gli insegnanti che sono riusciti a farsi coinvolgere nel primo concorso letterario indetto dalla nostra associazione con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, comunicando che presto l’apposita commissione incaricata terminerà le proprie valutazioni e come promesso daremo seguito alla premiazione entro la fine del corrente anno scolastico.

Udienza 8.2.2011

11 Febbraio 2011

IL PICCOLO MARTEDI’ 8 FEBBRAIO 2011

NUOVA UDIENZA IN TRIBUNALE A GORIZIA
Morte di Cicciarella, sfilano i testimoni

Riparte oggi a Gorizia il processo per l’infortunio sul lavoro nel quale, l’11 aprile 2005, perse la vita il monfalconese Franco Cicciarella, dipendente della Coop Sopraccarichi.
Il giudice monocratico Rossella Miele è subentrata ad Emanuela Bigattin e non è stato dato il consenso all’acquisizione degli atti. E così saranno risentiti i testi. Imputati per la morte del monfalconese, dipendente della Cooperativa ”Sopraccarichi”, l’ex presidente della Compagnia portuale, il console Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Coop Sopraccarichi. Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, conducente del carrello elevatore che aveva colpito il Cicciarella, hapatteggiato la pena.
La ricostruzione di cosa avvenne in quel maledetto pomeriggio di bora ”scura” sulla banchina numero 8 del porto di Monfalcone è avvenuta nelle precedenti udienze attraverso il resoconto di alcuni testimoni, convocati sia dall’accusa che dalle difese. Franco Cicciarella, assieme ad altri colleghi, si stava occupando di scaricare un camion che trasportava bramme di ferro. Improvvisamente venne investito e schiacciato da un carrello elevatore che procedeva in retromarcia e di cui non si accorse proprio a causa del forte vento che copriva il rumore del mezzo. Per lui non ci fu nulla da fare. Inutile aggiungere come e quanto lo sviluppo dei lavori processuali abbia emozionato i diversi amici e parenti che hanno seguito l’udienza. Fra loro, i fratelli di Franco, Riccardo, Emilio e Corrado e la convivente, Elena Fedel, tutti costituitisi parte civile e assistiti rispettivamente dagli avvocati Fabio Luzzatto Guerrini e Anna Grazia Luzzatto Guerrini. «Vogliamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto – hanno sottolineato molto compostamente -. La morte di Franco deve servire da monito affinchè nei diversi ambienti di lavoro si faccia di più sul fronte della sicurezza».
Non a caso, all’indomani della tragica scomparsa, proprio i parenti e gli amici di Franco hanno dato vita all’associazione “Carico sospeso” che in questi anni è stato molto attiva nella promozione di una rinnovata cultura della sicurezza tra cui anche un concorso letterario ennelle scuole. L’11 aprile dello scroso anno l’’associazione ”Carico Sospeso” è tornata nel porto di Monfalcone proprio per ricordare Franco Cicciarella a cinque anni dal tragico incidente in banchina.

primo concorso letterario
CARICO SOSPESO
per le scuole medie inferiori e superiori

Tema:
IL LAVORO CHE CI ASPETTA: DESIDERI, ASPETTATIVE, RESPONSABILITA’, SICUREZZA… E LA MIA VITA?

Finalità:

L’Associazione “Carico sospeso”, che dal 2005 si batte per sensibilizzare l’opinione pubblica – non solo cittadina – sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro, con questo concorso desidera offrire ai ragazzi l’opportunità di riflettere su questo importante argomento che riguarda il vivere civile di ogni comunità, esprimendo i propri pensieri e le proprie emozioni e preparandosi quindi ad una più ampia comprensione del futuro che li aspetta.

Tipologia delle opere

  • Un racconto breve in lingua italiana (max 4000 caratteri spazi inclusi), che può essere basato su documenti e/o testimonianze reali oppure no, con forma a scelta (articolo, cronaca, storico, narrativo, fantasia)
  • Una poesia in versi sciolti e/o a schema metrico libero o testo di canzone in lingua italiana o dialetto o lingua straniera (purchè accompagnata da puntuale traduzione) 

Presidente di Giuria: 

Tiziano Pizzamiglio

Premi: 

Sezione prosa:

1° – 250 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone
2° – 150 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone
3° – 100 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone

Sezione poesia:

1° – 250 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone
2° – 150 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone
3° – 100 euro in buoni libro presso la libreria “Rinascita” di Monfalcone

Modalità di partecipazione e regolamento:

Possono partecipare al Primo Concorso Letterario “Carico Sospeso” tutti gli studenti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano e tutti i giovani tra gli 11 e i 19 anni qui residenti che ne facciano richiesta.

Tutte le opere dovranno pervenire all’Associazione “Carico Sospeso” (consegna presso Fotoraspar, p.zza della Repubblica 22, Monfalcone) entro e non oltre  il giorno     martedì  1’   FEBBRAIO   2011  (N.B. : entro gli stessi termini e previa richiesta dei singoli gli Istituti gli elaborati potranno essere ritirati presso le segreterie delle rispettive sedi scolastiche).

I partecipanti debbono consegnare o inviare le loro opere (max un testo per ogni tipologia) in doppia copia dattiloscritta, in busta chiusa, intestata a:

Primo Concorso Letterario CARICO SOSPESO
c/o Fotoraspar
p.zza della Repubblica 22, Monfalcone

Ogni testo deve recare, nel frontespizio, il titolo e l’indicazione della tipologia dell’opera (Racconto o Poesia).

All’interno, su foglio a parte, in busta chiusa, i concorrenti devono indicare i propri dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, recapito telefonico e indirizzo e-mail) e l’Istituto di appartenenza con la classe frequentata, oppure il luogo di lavoro.

Ai sensi della legge 196/2003, i dati forniti verranno utilizzati esclusivamente ai fini del Concorso e delle altre iniziative collegate.

La partecipazione al Concorso comporta la concessione da parte degli Autori del diritto di utilizzo dei testi presentati a scopi esclusivamente divulgativi e didattici. Ogni partecipante è personalmente responsabile del contenuto delle opere.

La partecipazione al Concorso è gratuita e comporta l’accettazione di tutte le norme riportate nel presente bando.

L’Associazione “Carico Sospeso” nominerà entro la scadenza del presente bando una commissione di esperti che affiancherà il Presidente di Giuria e prenderà in esame il materiale.

Tale Giuria di esperti renderà noti, con giudizio insindacabile, i nomi dei vincitori del Concorso e i titoli delle opere premiate entro la fine del mese di aprile 2011; la Giuria si riserverà di riaprire o prorogare i termini del Concorso in caso di necessità.

La cerimonia di premiazione dei vincitori, con lettura dei testi, avverrà a fine anno scolastico; data e luogo verranno tempestivamente comunicati a tutti i partecipanti.

Altro tipo di materiale letterario che non rientri nei parametri sopraindicati, o altro materiale creativo (disegni, dipinti, foto o altro) potrà essere inviato allo stesso indirizzo per una valutazione extra concorso.

 

Udienza 22.11.2010

25 Novembre 2010

IL PICCOLO 23.11.2010

UDIENZA RINVIATA ALL’8 FEBBRAIO
Morì un portuale, salta il processo
Rinviata all’8 febbraio 2011 l’udienza del processo per l’infortunio sul lavoro nel quale, l’11 aprile 2005, perse la vita il monfalconese Franco Cicciarella, dipendente della Coop Sopraccarichi. Il giudice monocratico Rossella Miele è subentrata ad Emanuela Bigattin e non è stato dato il consenso all’acquisizione degli atti. Saranno risentiti i testi.

IL MESSAGGERO VENETO 23.11.2010

Processo Cicciarella, rinvio a febbraio
MONFALCONE. Ancora un rinvio nel processo per omicidio colposo legato alla morte di Franco Cicciarella, l’operaio deceduto in porto a Monfalcone nell’aprile di cinque anni fa, mentre stava operando sulla banchina dello scalo.
Ad allungare ulteriormente un iter processuale avviato ormai un anno e mezzo fa, il cambio del giudice monocratico: a Manuela Bigattin, che ha lasciato il Palazzo di Giustizia del capoluogo isontino nei mesi scorsi, è subentrata Rossella Miele, recentemente approdata a Gorizia proveniente da Locri.

L’udienza, svoltasi nel primo pomeriggio di ieri nella sala delle udienze del Tribunale goriziano, è stata interrotta a pochi minuti dall’inizio e rinviata all’8 febbraio del 2011, quando davanti al giudice Miele sfileranno nuovamente alcuni dei testi già sentiti in precedenza.
Il processo vede imputati Franco Romano, all’epoca rappresentante della Compagnia portuale, il direttore operativo della stessa, Sergio Rondi, il responsabile del servizio protezione e prevenzione, Fabio Salvini, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi. Per tutti l’accusa è di concorso in omicidio colposo. Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, conducente del carrello elevatore che aveva colpito il monfalconese, è uscito dal processo avendo patteggiato la pena.

L’incidente mortale avvenne nel pomeriggio dell’11 aprile di quattro anni fa. Secondo l’indagine effettuata dal Commissariato di Monfalcone e dal servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria isontina, Cicciarella, 39 anni, di Staranzano, stava coordinando le fasi di scarico di un camion contenente brame di ferro, quando è stato investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore.
Il mezzo, che procedeva a marcia indietro, era risultato essere privo del dispositivo sonoro che segnala la “retro”, previsto dalle norme di sicurezza sui posti di lavoro.

Udienza 21.07.2010

20 Luglio 2010

IL PICCOLO 17 LUGLIO 2010

MODIFICATO IL CAPO DI IMPUTAZIONE
Cicciarella, udienza a novembre

Era attesa la discussione finale del processo, in relazione all’infortunio sul lavoro nel quale l’11 aprile 2005 aveva perso la vita il monfalconese Franco Cicciarella, dipendente della Coop Sopraccarichi. Ieri invece, al Tribunale di Gorizia, è stato modificato il capo di imputazione e l’udienza è stata pertanto rinviata al 22 novembre. È stata così aggiunta un’ulteriore ipotesi di accusa, relativa alla violazione della norma che disciplina la sicurezza sul lavoro (articolo 7, legge 626 del ’94). Si tratta del necessario coordinamento tra datori di lavoro diversi, nel caso in cui i rispettivi dipendenti operano in uno stesso contesto. In sostanza, la Compagnia portuale e la Coop Sopraccarichi avrebbero dovuto coordinarsi predisponendo uno specifico piano. Al riguardo, l’avvocato Francesco Donolato, ieri ha osservato: «In realtà il coordinamento era stato regolarmente attivato, come pure erano stati garantiti i controlli. Aspetti questi per i quali abbiamo già depositato gli atti». Imputati al processo sono l’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì il Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Masseroni, legale rappresentante della Sopraccarichi. Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, conducente del carrello elevatore che aveva colpito il monfalconese, è uscito dal processo avendo patteggiato la pena.

MESSAGGERO VENETO 17 LUGLIO 2010 

Monfalcone. Rinvio per la modifica di un capo d’imputazione
Cicciarella, slitta la sentenza

MONFALCONE. Ci si aspettava la sentenza, ma una modifica al capo di imputazione ha indotto uno dei difensori a chiedere i “termini a difesa” e così il processo per omicidio colposo legato alla morte di Franco Cicciarella, l’operaio deceduto in porto a Monfalcone l’11 aprile 2005, è slittato al 22 novembre. La scorsa udienza, il 21 giugno, erano stati sentiti cinque testi della difesa che hanno senz’altro contribuito, così come del resto avevano fatto quelli citati dalla pubblica accusa, alla ricostruzione della tragedia. Tra le testimonianze più significative quella dell’ingegner Vittorio Bozzetto, consulente della difesa, e quella di uno dei responsabili della sicurezza della Compagnia portuale. Uno dei punti da chiarire riguardava la presenza del segnalatore acustico sui carelli elevatori. Secondo quanto era emerso dalle dichiarazioni dei testi, il segnalatore in questione non era previsto per legge. Cicciarella era sulla banchina 8 del porto e stava coordinando le fasi di scarico di un Tir quando era stato investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore. Il processo vede imputati Franco Romano, all’epoca rappresentante della Compagnia portuale, il direttore operativo della stessa Sergio Rondi, il responsabile del servizio protezione e prevenzione Fabio Salvini e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi. Per tutti l’accusa è di concorso in omicidio colposo.